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Artigianato maldiviano

Artigianato maldiviano 
Villa Stella Maldive : artigianato maldiviano I Maldiviani sono sempre stati degli ottimi artigiani. Hanno costruito le moschee con corallo e legno e le hanno decorate con sculture e laccati. Hanno tessuto tappeti con intricati disegni e usato le foglie di palma per creare tetti ed oggetti per la casa. Hanno filato il cotone e tessuto abiti colorati con splendidi ricami. Con l'oro ed l'argento provenienti dai paesi limitrofi, hanno creato elaborati gioielli con le loro mani. Segue una breve rassegna dei prodotti e le tecniche dell'artigianato tipico maldiviano: 

Thileyrukan
I maldiviani lavorano l'oro e l'argento da molti secoli. Questa forma di artigianato è definita thileyrukan e gli artigiani che la particano sono i thileyrun. Per diventare un
thileyrun bisogna affiancare un Villa Stella Maldive : artigianato maldiviano maestro per molti anni. L'oro e l'argento utilizzati sono spesso importati dall'India. Nel passato, i prodotti del thileyrun erano gioielli tradizionali indossati dalle donne maldiviane con l'abito tipico del kasabulibas. Tra questi il fattaru bai (la tradizionale collana decorata con intricati disegni), gli ulhabai (braccialetti d'oro e d'argento) e i kanfathu mudhi (pregevoli orecchini). Un altro prodotto è il fattaru, la tradizionale catenella d'argento indossata alla vita dalle donne e i bambini. Quest'ultima è prodotta in tre o quattro disegni diversi. I thileyrun di oggi producono una serie di articoli più moderni, anche se alcuni di loro continuano a realizzare gli antichi gioielli tradizionali. L'isola di Ribudhoo è famosa per i suoi rinomati thileyrun.

Kunaaviun 
Il tradizionale tappeto maldiviano fatto a mano dal nome kunaa era usato per la preghiera o adagiato su letti, undhoali (dondoli) e sedie. Ci sono molti tipi di kunaa con diversi disegni elaborati. Alcuni dei kunaa più tradizionali sono il karudhaabu kunaa, salavaaifulhu kunaa e il boafaiijehi kunaa. Alcuni speciali tappeti venivano tessuti espressamente per il Sultano e la sua famiglia. Il Sultano omaggiò dei kunaa anche a personalità di altri paesi. Il kunaa è sempre stato prodotto principalmente negli atolli del sud, in particolare nell'atollo di Huvadho, ricco di Cyperacea, un giunco (chiamato hai dai maldiviani) usato per la tessitura dei tappeti. L'isola di Gadhdhoo, in quest'atollo, è conosciuta per la qualità dei suoi kunaa. La tessitura dei tappeti alle Maldive è sempre stata tradizionalmente un'esclusiva femminile e, ancor oggi, è praticata prevalentemente da donne. La produzione di un kunaa comporta un lungo processo. Innanzitutto l'hai viene raccolto ed essiccato naturalmente per ottenere i tre colori base che sono il nero, il marrone e l'ocra. Questi tre colori e il colore naturale della fibra non essiccata, vengono combinati insieme per creare gli elaborati disegni dei kunaa.

Saanthiviun 
Il saanthi è un tappeto realizzato con foglie di pandano ed è sostanzialmente diverso dal kunaa. Per produrre il saanthi, le foglie di pandano vengono tagliate ai loro estremi e quindi private dei bordi con una fibra di cocco o un filo di cotone. In seguito le foglie vengono divise in due, lasciate essiccare al sole e poi ammorbidite con la punta smussata di una lama. La tessitrice dispone le foglie sul telaio e usa i propri piedi per posizionarle dopo aver deciso la misura del tappeto. Talvolta, alcune foglie vengono essiccate utilizzando diversi colori con cui la tessitrice crea motivi e disegni simmetrici. Saanthiviun è una tradizionale forma di artigianato che risale a molti secoli fa ed è prevalentemente praticata dalle donne degli atolli del nord.

Scultura 
I maldiviani iniziarono a lavorare la madrepora più di duemila anni fa. 
Villa Stella Maldive : artigianato maldivianoDurante il periodo pre-islamico vennero costruiti templi e statue di Buddha utilizzando blocchi di corallo, ma l'arte della scultura conobbe il suo periodo d'oro dopo che le Maldive abbracciarono l'Islam. Moschee e pietre tombali vennero finemente intagliate con intricate simmetrie e disegni floreali, secondo la migliore tradizione islamica. Alcuni meravigliosi esempi di scultura sono visibili nella Hukuru Miskiiy di Male' e nella moschea dell'isola di Fenfushi. Tra le sculture prodotte ai giorni nostri ci sono scatole e oggetti intagliati con disegni tradizionali e moderni. Oggi la madrepora è sostituita da altri tipi di pietra in quanto le autorità locali hanno proibito l'asportazione del corallo dal mare. 

Binvalhunagaa kurehun 
L'intaglio del legno è una antica tecnica artigianale che viene chiamata binvalhunagaa kurehun. Alcuni meravigliosi esempi di questa forma di artigianato si possono trovare nella Hukuru Miskiiy e nella Eidhu Miskiiy di Male'. Elaborati disegni sono intagliati sulle porte di legno, i soffitti, le travi e su alcune colonne di queste antiche moschee. La maggior parte degli intagli riproducono disegni simmetrici o floreali mentre mancano figure umane o animali, non previste dalla tradizione islamica. Il legno utilizzato per l'arte dell'intaglio è solitamente ricavato da piante locali come il moonima, l'hiti e l'uni. Raramente viene usato il legno di palma a causa della sua durezza. Il processo dell'intaglio ha due tappe: in principio il motivo viene disegnato sul legno e successivamente viene intagliato. Quest'arte fiorì alle Maldive nel XII secolo dopo la conversione delle Maldive all'Islam. 

Roanu 
Le donne maldiviane iniziarono a realizzare il roanu (la corda di fibra di cocco) nel X secolo. Tra il XV e il XVI secolo, le Maldive diventarono rinomate in tutta la regione asiatica per la qualità del roanu e per le conchiglie di ciprea, che rappresentavano importanti merci di scambio.
Villa Stella Maldive : artigianato maldiviano Il roanu è un importante elemento della vita maldiviana. Veniva usato per costruire case, barche e molti altri articoli come il joli (una specie di sedia di corda), l'hirimi (un largo cestino) e i tappetini delle abitazioni. Per realizzare il roanu, la fibra del cocco acerbo viene interrata sulla spiaggia a breve distanza dal bagnoasciuga e lasciata a riposo per tre o quattro settimane. Quindi viene pestata nel mortaio per estrarne le fibre migliori. Quest'ultime vengono lavate in acqua di mare e lasciate essiccare al sole. Una volta asciutte vengono assimilate a mano fino a formarne una corda. Il roanu è realizzato in misure diverse a secondo dell'uso a cui è destinato: vi sono il ras roanu (corda del re), il boduronu, l'himaronu e il fangeronu (che viene utilizzato per cucire insieme le foglie di palma). Nonostante la corda sintetica ne ha sostituito l'utilizzo in molti casi, il roanu è sempre molto richiesto per la sua qualità e durevolezza. 

Fan
Il fan, o foglia di cocco, è utilizzato per la realizzazione di tetti, vele, utensili per la casa e giochi per i bambini.
Villa Stella Maldive : artigianato maldiviano Le foglie vengono prima riscaldate per renderle più robuste. Poi si procede nell'intrecciarle fino a formare l'oggetto desiderato. Il gonu è un cestino triangolare usato per contenere alimenti come foglie di curry, peperoncini, cipolle o altre verdure; il mulhi è una scatola rettangolare utilizzata per contenere le foglie di betel. Le bonthi fan (le foglie giovani della palma) sono usate per realizzare giocattoli per i bambini a forma di uccelli, pesci, piramidi o stelle. Inoltre, in occasione di alcune festività, con il fan vengono realizzati costumi e oggetti allegorici come il maalineshum o il bodumas (un enorme pesce interamente fatto di foglie di palma).

Rukufathi 
Anche le sottili strisce ricavate dal taglio della foglia di palma, dette rukufathi, vengono utilizzate per realizzare utensili per la cucina, scatole o cestini. Le foglie di palma vengono raccolte, tagliate a strisce ed essiccate al sole. Quindi vengono lasciate in ammollo in acqua per almeno dodici ore per renderle più malleabili e poterle poi intrecciare nelle forme volute. Alcuni esempi di oggetti realizzati con il rakufathi sono: il baiypolhi, utilizzato per la pulizia del riso, il goshi, un copri piatto, e il balani, una sorta di colino. Diversi tipi di intreccio vengono utilizzati per una vasta gamma di oggetti ed alcune strisce vengono anche colorate per formare disegni simmetrici. Il rakufathi è un arte prevalentemente maschile e l'isola di Bilehfahi nell'atollo di Shaviyani è famosa per i suoi artigiani. 

Iloshi 
I maldiviani hanno da sempre cercato di utilizzare tutte le parti della palma per produrre oggetti d'artigianato. Dall'iloshi or ekel (la spina dorsale della foglia di palma) si ricava le mukabba, una specie di copri-piatti utilizzati per proteggere il cibo dagli insetti. Per realizzare una mukabba è necessario un numero sufficiente di iloshi puliti e tagliati della stessa misura. Gli iloshi vengono intrecciati a forma di duomo e tenuti insieme da sei o sette bande di rukufathi, materiale altamente flessibile ricavato dalla palma da cocco o dalle radici rampicanti del pandano. Le bande vengono fissate all'esterno e all'interno della mukabba e legate con dello spago. Una volta preparata, la mukabba viene lasciata essiccare al sole o a fianco al focolare e quindi le viene aggiunto il manico di legno. Anche altri tradizionali oggetti per la casa sono realizzati con gli iloshi: tra questi, l' iloshifathi (una scopa per gli spazi aperti), i cestini e i coprilumi. 

Laajehun 
Secondo Francois Pyrard de Laval, un viaggiatore del XVII secolo, molti oggetti laccati venivano esportati dalle Maldive nei paesi limitrofi. I maldiviani hanno usato la lacca (laa) in molte forme di artigianato: nelle decorazioni dei leggii e delle travi delle antiche moschee; nella creazione delle malafaiy, larghe ciotole decorate e utilizzate per servire il cibo agli ospiti di rango; e nella realizzazione di scatole, vasi e gioielli. Durante il processo del laajehun, un pezzo di legno viene fissato sul tornio e scolpito secondo il disegno che si intende seguire. Quindi, viene applicata la lacca facendo ruotare l'oggetto. I colori tradizionali che vengono usati sono il rosso, il giallo, il nero e, raramente, il verde. Al termine del procedimento, l'oggetto viene lucidato con alcune foglie secche di palma. Ai nostri giorni, questa forma di artigianato è portata avanti esclusivamente dagli abitanti dell'isola di Thulhaadoo nell'atollo di Baa, che se la sono tramandata di generazione in generazione. 

Feyranan kurun 
Le donne maldiviane usavano filare il cotone e tessere i loro abiti col telaio a mano. Tra i prodotti dell'artigianato tessile ci sono: il libas (l'abito tradizionale delle donne maldiviane), il mundu (pareo maschile) e il feyli (pareo ambisesso nero con bande bianche). Il telaio utilizzato per tessere era fatto di legno, bamboo e corda di cocco ed era molto simile ai telai usati per produrre i tappeti (kunaa). In principio, il cotone era prodotto alle Maldive; più tardi venne importato dall'India. Secondo Francois Pyrard de Laval, durante il XVII secolo, le Maldive esportavano prodotti tessili nei paesi limitrofi. Oggi, i tessuti vengono importati e questa forma di artigianato è quasi scomparsa. Il Museo Nazionale di Male' conserva pero' alcuni splendidi esempi di abiti tessuti alle Maldive. 

Feyliviun 
Il feyli è il tradizionale pareo nero con due bande bianche, indossato da uomini e donne maldiviane. Le donne lo indossavano come complemento del loro abito tradizionale, il kasabulibas, mentre per gli uomini rappresentava il pareo per le cerimonie. La tessitura del feyli avveniva con un telaio simile a quello utilizzato per il feyraan kurun. Il cotone bianco veniva preparato lavando i gomitoli in acqua di mare e lasciandoli asciugare al sole, mentre quello nero veniva colorato con tinte naturali. La fase più complessa della tessitura era la cucitura dei bordi con del filo d'oro: questa rifinitura aggiungeva bellezza e unicità al prodotto finale. 

Kasabuviun 
Il kasabu è il ricamo d'oro e d'argento che decora il colletto del kasabulibas, l'abito tradizionale delle donne maldiviane. Ai giorni nostri, sono rimaste poche le donne degli atolli del sud ad indossare questi splendidi abiti e a continuare a produrli. La preparazione del colletto del libaas avviene in due fasi: prima il kasabu viene preparato a mano usando una tecnica molto complessa chiamata gathafai, che consiste nell'intrecciare i fili di cotone, d'oro e d'argento sopra ad una piccola trapunta; poi il kasabu viene cucito sul colletto del libaas. Il kinari è il prezioso ricamo che decora le maniche del kasabu libaas, e viene utilizzato anche per decorare il velo copricapo che indossano ancora alcune donne maldiviane. Esistono diversi disegni tipici di kinari, ma molte tessitrici preferiscono creare ogni volta disegni nuovi, frutto della loro invettiva artistica.


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